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Capovolgi il Tavolo

Pubblicato da eleonora il

Capovolgi il Tavolo

Vi è mai capitato di sentirvi dire: “Hai studiato tanto ora che fai cambi strada?” oppure “Hai fatto tanti sacrifici ora che fai cambi progetto?” Ecco queste sono le domande dalle quali più dovete allontanarvi.

Innanzitutto tutto queste assunzioni si basano su un concetto anche logicamente sbagliato. Ossia il pensiero per cui se uno ha investito tanto in qualche cosa debba ostinatamente continuare su quella strada, e che il fatto di averci investito tanto e di non avere avuto risultati non sia la chiara manifestazione dell’essere una strada sbagliata, benzì motivo per perseverare su di essa.

Quando dico che potrebbe essere la strada sbagliata perchè non ha dato i risultati sperati non mi riferisco ai termini in cui siamo abituati a valutare le nostre scelte ossia in termini economici e di successo, ma forse semplicemente non ci ha reso o non ci sta rendendo felici.

Può capitare di avere un lavoro di successo in termini economici e che tuttavia ci fa sentire stanchi, demotivati, ansiosi o semplicemente non felici.

Forse dovremmo agire e spiegare ai nostri maestri, e oggi a noi stessi che forse è l’obiettivo ad essere sbagliato. L’obiettivo che ci hanno inculcato di ricchezza/sacrificio/successo non regge più.

Punti di Vista

Se uno è felice nel comprarsi una bella macchina di lusso ben venga il sacrificio finalizzato al denaro, se poi si può comprare quello che desidera.

E’ ovvio e non c’è bisogno di dirlo che ogni cosa si deve comprare con il denaro e che quindi per i bisogni essenziali è fondamentale. Ma superato quelli?

Siamo sicuri di lavorare cosi tanto e così freneticamente per bisogni veramente importanti? O tutto questo frenetico correre è per comprare beni effimeri ostentativi che in realtà non ci danno neanche questa felicità che promettono?

Ci sono persone per cui avere una bella macchina o dei vestiti firmati non è felicità. E allora come si fa? Si ribalta tutto. Tutti gli insegnamenti di sacrificio, lavoro sodo, duro e su cose che non piacciono finalizzato ad  un successo che magari neanche ci interessa è tutto completamente sbagliato.

Il sacrificio, il lavoro sodo, duro deve essere finalizzato a qualcosa che sia veramente in grado di renderci felici.

Sapevate che il tasso di suicidi è molto più alto nei paesi sviluppati che in quelli non sviluppati?

Less is better

L’ansia è la malattia dei ricchi, ma in realtà l’ansia è solo un sintomo del corpo che si ribella, E allora forse sarebbe giusto ascoltare il nostro corpo e sentire di cosa ha bisogno.

Potrebbe essere qualsiasi cosa, riposo, un viaggio, un’avventura, una scossa, un cambiamento, un amore, un’amicizia, del tempo per sè stessi, un pò di cura di sè,  semplice tranquillità…

Siamo talmente presi nelle nostre vite frenetiche fatte di continui impegni, corse e doveri da tralasciare le cose più importanti. La qualità del nostro tempo, le cose che ci rendono davvero felici, le cose davvero importanti della nostra vita, noi stessi.

Eppure basterebbe solo ascoltare il nostro corpo. Lui è fantastico, ci dice tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno e ciò di cui in realtà non ne abbiamo. Avete mai pensato quanto sono semplici le cose che ci fanno stare bene? Adesso fermatevi un secondo nella lettura e chiudete gli occhi e pensate alla cosa che vi piacerebbe fare in questo momento.

Sono sicura che la cosa che avete immaginato non sia molto dispendiosa e che sia anche molto semplice e allora andate, cercate di farla il più possibile. Se invece avete sognato un’automobile di lusso o qualcos’altro di dispendioso allora andate a lavorare più sodo che potete per realizzarla.

L’importante è solo una cosa: che sia il vostro sogno e non quello che vi ha inculcato qualcun altro, che sia la società, la famiglia, la televisione o lo status symbol. Se avete sognato la libertà o tempo con i vostri cari è altrettanto giusto che facciate qualsiasi cosa per ottenere questo.

Ci hanno insegnato che i soldi e il successo sono tutto nella vita. Ci hanno insegnato a rinunciare a tutto per inseguirli e se ci pensate bene è davvero cosi. Io invece dico di capovolgere il tavolo. E di fare di tutto per realizzare le vostre passioni, non quelle che vi insegnano a scuola, ma le vostre.

Desiderare più tempo a scapito di una carriera non è una vergogna, è intelligente e se ci pensate bene anche più bello. Passare la propria vita con le persone che si amano piuttosto che comprare un vestito di lusso mi sembra una cosa più che bella, mentre nella nostra società è male. Siamo talmente preoccupati a vedere le apparenze e lo la status sociale che ci perdiamo tutto il bello della vita.

Lavorare tutta la vita come uno schiavo ti farà raggiungere forse lo status di privilegiato, ma siamo sicuri che sia veramente così e che non sia in realtà uno status di privilegiato solo in apparenza?

Ho analizzato i dati sulla depressione a livello mondiale e sembra che venga maggiormente a chi secondo il nostro sistema sociale ha tutto. Se i dettami della nostra società sono giusti allora questo come è possibile? Forse allora questi dettami non sono cosi giusti o almeno non lo sono per tutti.

Eppure se qualcuno si vuole distogliere viene considerato come il diverso, quello matto, quello che non ha la testa sulle spalle. Come se dovessimo avere tutti gli stessi obiettivi o le stesse passioni.

Invece colui che lavora tutta la vita come uno schiavo viene conclamato e affermato. Ma al cimitero cosa ci faranno di tutti questi soldi? Penso che ci sia di più nella vita. E penso che chi non ha come obiettivo la ricchezza o l’ostentazione debba essere considerato ugualmente.

Penso che se a scuola si facesse un’ora di insegnamento al pensare con la propria testa ci sarebbero molte più persone felici. Penso che se a scuola ci indirizzassero verso il lavoro che ci rende felici invece che su quello che ci farà guadagnare di più ci potrebbe essere più gioia e meno ansia, meno depressione e incredibilmente anche migliore qualità di servizi. Ma vi sembra di avere dei buoni servizi dal lavoratore stanco, depresso e stressato? Ma la vita può davvero essere misurata da questi squallidi parametri?

Capovolgere il tavolo non è ribellione, è l’unica cosa che a volte può salvarti la vita.

La ragazza con gli stivaletti bassi

Categorie: BENESSERE

8 commenti

Luigi · 28 Febbraio 2021 alle 10:19

Che articolo interessante; la socièta purtroppo ci vuole tutti uguali, come se la ricetta della felicità fosse uguale per tutti . Inoltre non accetta la possibilità che uno voglia cambiare lavoro o paese dove vivere anche diverse volta durante la prorpria esistenza.

    eleonora · 26 Marzo 2021 alle 10:56

    Esatto Luigi, secondo il mio modesto parere la società ci propina la stessa identica formula della felicità, come se fossimo degli automi tutti uguali e cresciuti allo stesso modo. Grazie per il commento 🙂

Mario · 28 Febbraio 2021 alle 11:08

E’ prorpio vero, corriamo sempre da una parte all’altra senza mai fermarci veramente a riflettere su quello che è veramente importante; tu sei riuscita a scendere dalla “ruota del criceto”??

    eleonora · 1 Marzo 2021 alle 15:13

    si ci sto provando! E tu?

Mario · 1 Marzo 2021 alle 15:37

Anch’io ci sto provando con tutte le mie forze, ad uscire definitivamente dallo schema studio -lavoro-pensione-morte ::-) . è veramente difficile

    eleonora · 18 Marzo 2021 alle 13:41

    Difficile ma non impossibile!

Francesco · 1 Marzo 2021 alle 16:08

Bellissimo articolo, ha colto nel segno quello che sto provando in questo momento. Anch’io sto cercando di seguire il mio istinto e le mie passioni sempre di più .

    eleonora · 18 Marzo 2021 alle 13:57

    Allora ti consiglio di farlo! Si rimpiangono solo le cose non fatte, non i tentativi!

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